Consulente Digital Marketing

Una delle figure salite alla ribalta negli ultimi anni è quella del consulente di digital marketing. D’altronde, l’online è diventato preponderante nelle attività economiche e anche i più piccoli sono corsi ai ripari, ricercando figure che potessero accompagnarli in un percorso di transizione impetuoso quanto obbligato.

Vale dunque la pena parlare di questa figura, capire in che cosa può essere realmente utile e se è davvero necessaria. Lo farò in questa esaustiva guida, nella quale fornirò consigli per scegliere il professionista più adatto. Inoltre, esplorerò anche il concetto di consulenza di digital marketing, elencando gli effetti concreti sulle campagne pubblicitarie.

Una definizione di consulente digital marketing

In realtà, il consulente di digital marketing è esattamente ciò che suggerisce il nome: un professionista che supporta in maniera più o meno pervasiva il cliente nella gestione delle azioni di digital marketing.

Attività che possono prevedere campagne pubblicitarie a pagamento come anche la semplice presenza online, sempre finalizzata agli obiettivi di vendita o di visibilità, a seconda delle caratteristiche dell’attività imprenditoriale. Come molte le attività di consulenza, anche quella del “”digital marketer”” è avvolta da un alone di incertezza. Per molti “”consulente”” significa tutto e non significa niente, quindi vi sono sedicenti professionisti che operano in una zona grigia.

In breve, molti si spiacciano per esperti anche se non lo sono. Per questo motivo, è bene conoscere il ruolo che un consulente dovrebbe interpretare, e i criteri che permettono di discernere un vero esperto da un ciarlatano.

A cosa serve una consulenza di digital marketing

La vera domanda da porsi è dunque la seguente: mi serve davvero una consulenza di digital marketing? Per rispondere è necessario sapere quali benefici comporta una consulenza. Ovvero, in che cosa consiste una consulenza di digital marketing degna di questo nome.

  • Supporto ad attività autonoma. Alcuni imprenditori o comunque responsabili di attività commerciali, di servizi etc. preferiscono gestire in autonomia anche il marketing. Ciò capita soprattutto quando le attività sono ancora piccole, o semplicemente perché l’imprenditore è interessato all’argomento. Ebbene, in questo contesto il consulente può rappresentare una risorsa, in quanto supporta le attività, colma le lacune, suggerisce strategie e tattiche, favorisce un’ottimizzazione dei costi e dei risultati.
  • Progettazione ed elaborazione delle campagne. Più realisticamente, al consulente viene assegnato un compito più ampio. Non di rado si trova a gestire campagne in prima persone per conto terzi. Un’attività che all’apparenza suggerisce un eccesso, e che sembra andare oltre il seminato. Un buon consulente di digital marketing sa prendere le redini di una campagna, interpretando le istanze del cliente e consentendogli di raggiungere gli obiettivi che si è prefissato.
  • Consigli di tipo strategico e operativo. Il professionista, infine, può limitarsi ad agire da consulente in senso stretto. Ovvero, fornire consigli di tipo strategico e operativo per permettere al cliente di elaborare azioni di marketing efficaci o per ottimizzare il lavoro di un team (interno o esterno) che è già al lavoro su una o più campagne.
  • Mentorship. Infine, il consulente può assumere anche il ruolo di formatore. Spesso, lo shift tra consulenza “”stretta”” e formazione è fisiologico, scontato. In questo contesto, il consulente non si limita a consigliare e a fornire consigli, ma spiega le dinamiche, svela i dietro-le-quinte delle campagne. In parole povere, permette al cliente di sviluppare competenze approfondite.

Come interagire con gli esperti di digital marketing

Interagire con un consulente è meno semplice di quanto si possa immaginare, soprattutto se è la prima volta che ci si affida a un esperto.

Dunque, se stai pensando di rivolgerti a un consulente, tieni bene a mente questi consigli: ti aiuteranno a recepire meglio i suoi consigli e il suo contributo, a tutto vantaggio della tua attività.

  • Essere sicuri della scelta. Ci dev’essere un rapporto di fiducia tra cliente e consulente. La condizione necessaria affinché questo rapporto si instauri è che il cliente sia sicuro della scelta che ha compito. Dunque, valuta bene a chi affidarti e scegli solo con cognizione di causa, non farti guidare dalle sensazioni del momento.
  • Tenere ben presente i ruoli. Molto spesso i clienti si fanno prendere dall’entusiasmo è iper-reagiscono. Il rapporto dev’essere chiaramente paritario ma dev’essere chiaro chi è l’esperto e chi non lo è, chi è il professionista e chi invece il fruitore del servizio. Interagisci, partecipa ma… Rispetta i ruoli.
  • Adottare un approccio sincero e trasparente. Anche l’atteggiamento opposto può essere dannoso. Un approccio troppo remissivo causa fraintendimenti e porta al fallimento della collaborazione. Dunque, sii sincero e trasparente, non avere paura di apparire fuori luogo. D’altronde, tuoi sono i soldi e tuo è il rischio.

Le caratteristiche di un buon consulente di digital marketing

A questo punto l’avrai già capito. Il primo passo è scegliere un buon consulente di digital marketing. Come ho spiegato all’inizio, alcuni professionisti si muovono in una zona grigia, in cui possono approfittare – in maniera del tutto indebita – dell’inesperienza dei potenziali clienti.

L’unico modo per difendersi da queste dinamiche è conoscere le caratteristiche che rendono tale un buon professionista.

  • Vanta un’esperienza “”dimostrabile””.  Come per tutte le professioni, anche in questo caso a parlare dovrebbero essere i fatti. Dunque, valuta il portfolio e i feedback. Se il consulente riesce a dimostrare la sua esperienza e le sue competenze, puoi prenderlo in considerazione.
  • E’ in grado di comunicare con un linguaggio prossimo al cliente. Una deformazione professionale di molti esperti, non solo nel campo del marketing, è parlare sempre e comunque nel gergo della propria professione. Tra colleghi ci sta, quando si comunica con il cliente… No. Un consulente che parla la “”tua lingua””, che sa farsi capire, va preso in considerazione. In caso contrario, preparati a una collaborazione molto faticosa, carica di incomprensioni.
  • Conosce il settore in cui opera il cliente. I consulenti non possono sapere tutto di tutti, quindi questo criterio è più un nice to have che un must have. Di certo, un professionista già addentro alle logiche del segmento in cui il cliente opera può fare la differenza fin da subito.
  • E’ flessibile. Un consulente dovrebbe venire incontro al cliente, assecondare per quanto possibile le sue esigenze. La questione riguarda soprattutto l’approccio al lavoro, i tempi e le scadenze.

Come capire se di fronte hai un ciarlatano

Il panorama di consulenti è abbastanza saturo, dunque il primo passo è operare una scrematura. Questa dovrebbe essere finalizzata, almeno all’inizio, a escludere i mediocri, i sedicenti professionisti, i ciarlatani. Ecco come riconoscerli.

  • Non entra nello specifico. Un consulente che in fase di presentazione non dà un assaggio corposo di quello che può fare per te, ma anzi si mantiene sul generale, potrebbe avere qualcosa da nascondere. Nello specifico, un clamoroso deficit di competenze.
  • Utilizza toni eccessivi. Anche un consulente che promette mari e monti, e che approccia in maniera troppo entusiastica all’argomento marketing, potrebbe nascondere alcune lacune. Qualsiasi consulente di qualità sa che il percorso è sempre difficile, e che il marketing non è una scienza esatta, che i risultati rappresentano un incognita.
  • Il suo portfolio è scarno, generico o addirittura assente. Come ho già accennato, il portfolio è un grandioso strumento di valutazione. Se il consulente si mostra reticente a mostrarvi il suo portfolio, o questo è scarno e generico, c’è qualcosa che non va. Le sue esperienze potrebbero effettivamente lasciare a desiderare.
  • Tende a parlare troppo ed ascoltare poco. Infine, l’atteggiamento. Sia chiaro, non dimostra necessariamente incompetenza, bensì una certa difficoltà a compiere bene il proprio lavoro. Uno degli atteggiamenti meno efficaci, e addirittura capaci di pregiudicare l’esito della collaborazione, è la tendenza a parlare troppo e a non ascoltare, ad andare dritto per la propria strada senza interpretare degnamente le esigenze del cliente.

Consulente o media buyer?

Il consulente di digital marketing può essere una risorsa. Tuttavia, non è l’unica a disposizione di vuole realizzare per la propria attività delle campagne di marketing. L’alternativa più interessante al momento è data dai media buyer.

Chi ha già una infarinatura di marketing potrebbe manifestare un po’ di perplessità di fronte a questa affermazione. Il media buyer non si limitava a procacciare spazi pubblicitari? Tutto giusto, se non fosse che la figura del media buyer si è evoluta negli ultimi anni. In parole povere, ha “”invaso”” le sfere attigue, maturando competenze a 360 gradi. Il motivo è semplice: la gestione degli spazi pubblicitarii, in virtù delle specifiche caratteristiche delle piattaforme online, è diventato un asset ancora più strategico e integrato con il “”resto della filiera””.

Sicché i media buyer moderni da un lato conservano l’approccio all’ottimizzazione estrema dei costi, dall’altro sono in grado di sostituire gli esperti di digital marketing propriamente detti. Si tratta di un vantaggio competitivo non da poco, in quanto coniuga efficacia e convenienza. In particolare, i media buyer eccellono quando le campagne sono basate sul concetto di performance marketing, ovvero quando sono gestite in tempo reale per sfruttare la mole di dati raccolta in itinere.

Lo scopo è ottenere di più spendendo di meno, migliorare il ROAS, ovvero il ritorno sull’investimento pubblicitario. Mi chiamo Alessandro Lorenzi e sono un media buyer di ultima generazione. La mia formazione e la mia esperienza mi permettono di coniugare la massima ottimizzazione dei costi con una marcata attenzione alla fase strategica e operativa. Svolgo tutte le attività tipica delle professione, ma anche quelle generalmente assegnate agli esperti di digital marketing. Sono in grado di supportati nelle attività che eventualmente intraprenderai in autonomia, o gestire le attività di digital marketing al posto tuo.

Founder, CEO

Domande frequenti sul Consulente Digital Marketing

Che succede se faccio a meno del consulente digital marketing?
Se possiedi competenze di digital marketing, potresti non andare incontro a conseguenze negativa. Tuttavia, avrai sempre bisogno di un aiuto per le tue campagne, che sia un consulente o meno. Semplicemente, non puoi fare tutto da solo.
E’ meglio un consulente digital marketing o un media buyer?
Se il media buyer è di tipo “moderno”, ovvero possiede skill a 360 gradi, è senz’altro da preferire. Ha infatti un bagaglio completo di competenze, pur mantenendo l’approccio finalizzato all’ottimizzazione dei costi tipico dei media buyer tradizionali.
Che titolo di studio dovrebbe avere un consulente digital marketing per meritare fiducia?
Anche in questo caso, a contare sono i fatti, che potrebbero anche non coincidere con il titolo di studio. D”altronde, molti consulenti provengono dal mondo informatico, più che dal settore marketing. Ad ogni modo, la maggior parte dei consulenti vantano una laurea in comunicazioni e marketing, e studi post-universitari più specializzati.
In quanto tempo si diventa media buyer e/o esperti di marketing?
Non è possibile fornire indicazioni temporali che vadano bene per tutti. Dipende dal tempo a disposizione, appunto, e soprattutto dal background. Tuttavia, i tempi sono sempre “umani”, specie se lo scopo non è diventare il migliore media buyer sulla piazza ma sviluppare competenze sufficienti alla gestione delle campagne pubblicitarie.

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Ciao, sono Ale Lorenzi e mi occupo di Media Buying. Sono un professionista che supporta il cliente nella gestione delle azioni di digital marketing.

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