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Scritto da Ale Lorenzi il
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CPM nel marketing: che cos’è e come funziona

Nel marketing digitale, la giusta comprensione delle metriche è essenziale per pianificare e ottimizzare le tue strategie pubblicitarie. In questo articolo ne esploreremo una cruciale: il CPM nel marketing, acronimo di “Cost Per Mille” o “Costo Per Mille”. Analizzeremo cos’è, come si calcola e molto altro.

CPM nel marketing: significato

Il significato di CPM è molto semplice. Si riferisce a un’abbreviazione che viene utilizzata nelle campagne pubblicitarie online. È una sigla che troverai ad esempio sul Business Manager, sulle Google Ads, sulle TikTok Ads ecc… Ti dirò di più: è una metrica universalmente riconosciuta.
Questo significa che se fai vedere quel parametro a un Media Buyer italiano o americano entrambi sapranno che cosa significa.

Il CPM nel marketing consente agli inserzionisti di valutare quanto stanno pagando per le visualizzazioni del loro annuncio. Questa metrica è particolarmente utile per confrontare l’efficienza dei diversi canali pubblicitari e pianificare il budget in base al costo previsto per raggiungere un certo pubblico.

Cosa misura il CPM?

Il CPM misura il costo medio che un inserzionista paga per mille impressioni di un annuncio pubblicitario. In altre parole, rappresenta il costo di far visualizzare un annuncio a mille persone sulla piattaforma pubblicitaria prescelta.
Da non confondere con il Cost per impression (CPI) associato al costo per impressione, cioè il costo per ogni singola visualizzazione dell’annuncio.

Facciamo un esempio pratico. Se il tuo CPM è 2 euro (ovvero spendi 2 euro per 1000 impressions) e investi €10 per le tue Facebook Ads dovresti raggiungere 5000 persone.

Ovviamente non sempre il CPM è “pulito”, quindi €2, ma può essere anche €2,5 perché fluttua in base a quanti Media Buyer e advertiser stanno facendo campagne pubblicitarie in quel specifico mercato. Se non lo sai, tutte le piattaforme pubblicitarie si basano su un principio di asta. Ogni Media Buyer mette il proprio budget e ovviamente chi offre di più alza il CPM.

Non a caso in periodi come il Black Friday vediamo impazzire i CPM. A volte si raddoppia o triplica il benchmark di mercato ovvero del suo costo normale. Inoltre il CPM è inflazionato anche dalla nicchia, ce ne sono di più competitive e di meno competitive. Qualsiasi nicchia, business o piattaforma pubblicitaria durante il Black Friday subisce un aumento dei costi pubblicitari. Scopri qui come prepararti al prossimo Black Friday con le tue Ads.

 

Come si calcola il CPM nel marketing?

Per calcolare il CPM nel marketing, puoi utilizzare la seguente formula:

CPM FORMULA
 

  • Costo dell’annuncio: È l’importo totale speso per la campagna pubblicitaria.
  • Numero di impressioni: Indica quante volte l’annuncio è stato visualizzato.

La formula quindi divide il costo totale del tuo annuncio pubblicitario per il numero di impressioni che hai ricevuto, quindi moltiplica il risultato per 1000 per ottenere il costo per mille impressioni.

Cost per mille: è sempre uguale?

Come detto poco fa, il cost per mille può variare in base a dei periodi specifici dell’anno, come il Black Friday o periodi meno intensi come ad esempio agosto. È inoltre inflazionato anche dalla nicchia in cui ti trovi.
Se hai un CPM estremamente basso rispetto al solito ad esempio può significare che molti dei tuoi competitor in quel momento non stanno facendo campagne pubblicitarie o non stanno investendo tantissimo e quindi riesci a mantenere un CPM più basso.

È un parametro importante da tenere in considerazione perché è il primo “collo di bottiglia” che troverai con le tue campagne pubblicitarie. Infatti indica quanto pagherai a livello di budget pubblicitario per raggiungere le persone prima ancora che la tua inserzione sia performante effettivamente.
È quindi fondamentale tenerlo a mente e soprattutto è importante crearsi dei Benchmark di mercato.

Benchmark significato

I Benchmark sono dei punti di riferimento, o meglio sono dei veri e propri indicatori per valutare le prestazioni di una campagna pubblicitaria. Ciò potrebbe includere metriche come il tasso di clic (CTR), il costo per clic (CPC), il costo per mille impressioni (CPM), e altre metriche chiave di performance (KPI). Comparare queste metriche con i benchmark del settore o con le prestazioni passate può fornire insight sulla relativa efficacia della tua campagna. Se vuoi capire cosa sono i KPI leggi anche questo articolo.

Facciamo un esempio. Se il tuo CPM (Costo per Mille) solitamente è a 12 e lo vedi improvvisamente salire a 35 devi capire che cosa sta succedendo. Un cambiamento così marcato potrebbe indicare variazioni nel mercato pubblicitario, nell’efficacia della tua campagna o molto altro. È una metrica fondamentale da sapere sia in ambito marketing sia in ambito di advertising.
Fare benchmarking implica l’osservazione attenta delle performance del tuo business in relazione ai concorrenti. Grazie a ciò potrai migliorare sempre più la tua strategia.

Qual è un buon CPM?

Il concetto di un “buon” CPM può variare sensibilmente a seconda del settore in cui sei, del tipo di annuncio, della piattaforma pubblicitaria e degli obiettivi specifici della campagna pubblicitaria. Il CPM è influenzato da diversi fattori, compresa la concorrenza nel mercato, la stagionalità, la qualità del pubblico di destinazione e altri elementi.

In generale, un CPM più basso è spesso desiderabile perché indica che il costo per raggiungere mille persone è inferiore. Tuttavia ci sono eccezioni, un CPM più alto potrebbe essere giustificato se la campagna sta ottenendo ottimi risultati in termini di conversioni.

Qual è la differenza tra CPC e CPM?

Conoscere la differenza tra il CPC (cost per click) e CPM è importante perché potrebbe creare confusione inizialmente, specialmente se non si comprende come essi influiscono sulle strategie pubblicitarie.
Mentre il CPM nel marketing è il costo per 1000 impression, il CPC si riferisce al costo per singolo click, ovvero quando un utente fa clic sul tuo annuncio pubblicitario. Guarda il video di approfondimento che ho registrato nel mio canale YouTube.

I KPI (Key Performance Indicators), sono come mappe che ti indicano il percorso verso il successo se li saprai interpretare nel modo giusto saranno dei veri alleati nelle tuo business.

Ciao, sono Ale Lorenzi e mi occupo di Media Buying. Sono un professionista che supporta il cliente nella gestione delle azioni di digital marketing.

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